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Soundtrack for the 1970s’ (di..Strabone, of course..)

 

1970 – Lucio Battisti e le feste la domenica                                              

1971 – Otis Redding e casa di Beppe                                                   

1972 – Jethro Tull e le manifestazioni studentesche

1973 – Don Cherry  e la sera in piazza                                                     

1974 – Guccini : in auto di notte attraverso la Francia                                         

 

Cosa c’era di strano ?

 

1973 – Paul Sartre e l’inverno più freddo della mia vita

1974 – Marques e le amiche femministe di Padova                            

1975 – Franco Fortini e la spiaggia bianca del Gargano                                 

1976 – Manuali di Diritto Internazionale e la biblioteca del college americano

1977 – Jack London: in giro per la California e il buon KFC

 

Qualcosa mi sfugge. A voi no?

1973 – Il Lungomare di Salerno e la paura degli scippi

1974 – Il Mugello e la malinconia dei parenti                                                  

1975 – Praga: la mia libertà                                                                         

1977 – San Francisco : mi sento un altro..

 

O sono sempre lo stesso ?

E voi? Avete una colonna sonora per la vostra gioventù? E per i vostri viaggi?

 

 

 

 

                                 

 

 

 

 

 

About the Grand Canyon

You cannot see the Grand Canyon in one view, as if it were a changeless spectacle from which a curtain might be lifted, but to see it you have to toil from month to month through its labyrinths.

(John Wesley Powell).

 

About Strabone

Strabone, for other people called “Strabo”, (Greek: Στράβων; 63/64 BC – ca. AD 24) was a Greek historian, geographer and philosopher. Strabo is mostly famous for his 17-volume work Geographica, which presented a descriptive history of people and places from different regions of the world known to his era. His work is an important source of information on the ancient world.

Un saluto a tutti, camminatori nella wilderness o meno. Ho visto il film già alcune settimane fa, scaricandolo in francese da e-mule. Forse lo rivedrò nelle sale in questi giorni, magari durante un giorno feriale nei primi spettacoli del pomeriggio, dato che è proprio il tipo di film che non puoi gustare in una sala affollata mentre la gente sgranocchia e, spesso, troppo spesso, consulta i telefonini per sms, mms e sciocchezze simili, comunque sempre procrastinabili dopo le due ore della proiezione. Anche queste sono ‘things, things, things. Only things’ che potremmo evitare, data la tensione quasi spirituale che permea tutto il messaggio del film. Poi, che dire? che la risposta di Sean Penn (e di Krakauer) è, forse, che anche questo spazio aperto e (quasi) immutato dall’uomo deve, dovrebbe essere condiviso. Per quanto mi riguarda, non so proprio se condividere o meno. E’ una questione aperta alle scelte individuali. Per quanto mi riguarda, devo vivere nella collettività, devo fare i conti con gli altri, con il mondo del lavoro, con degli spazi condivisi, dato che no ho nè gli spazi ‘wild’ intorno a me, nè tanto meno ho mai avuto le capacità di sopravvivere senza gli altri.

E’ la fine del ‘paradiso terrestre’? E’ la presa di coscienza che ci sono anche gli altri?

Forse..fatto sta che gli altri sono tanti, spesso troppo e altrettanto troppo invadenti, rumorosi, maleducati, irrispettosi, affogati tra – appunto – telefonini, SUV, televisori al plasma, voglia di emergere e pulsioni a schiacciare gli altri e ancora “things, things, things”. E allora vorremmo scappare..si, ma dove? e come? E ci accorgiamo che non possiamo e non potremmo.. Si, una bella angoscia. Almeno per me, dato che non vedo ‘nicchie’ di rifugio compatibili con questi stati d’animo.. E va a finire che poi rimane soltanto una camminata in solitaria di mezza giornata sull’Appennino o – meglio – sulle Alpi Apuane, e per quanto possibile non durante il fine settimana, quando le ‘orde’ si avvicinano numerose al ‘verde’ (e meno male che si fermano alle prime difficoltà di terreno e salita..). Un saluto a tutti, e specialmente a quelli che ’sentono’ più o meno come me..naufraghi in uno spazio troppo ‘pieno’..

Travel is a good thing..

 

“Travel is a good thing; it stimulates the imagination. Everything else is a snare and a delusion. Our own journey is entirely imaginative. It leads from life to death. Men, beasts, cities, everything in it is imaginary. It’s a novel, only a made-up story. The dictionary says so and it’s never wrong. Besides, everyone can go and do likewise. Shut your eyes, that’s all that is necessary. There you have seen life from the other side.”

Louis-Ferdinand Céline, Journey To The End Of The Night

Wandering in Southern Utah

Wandering in Southern Utah

“In Spanish there is a word for which I can’t find a counterword in English. It is the verb vacilar, present participle vacilando. It does not mean vacillating at all. If one is vacilando, he is going somewhere, but does not greatly care whether or not he gets there, although he has direction. Everything in the world must have a design or the human mind rejects it. But in addition, it must have purpose or the human conscience shies away from it.”

 

 

John Steinbeck (Travels with Charley)